Google+ Dolci tra le righe: Non buttiamoci giù di Nick Hornby con Tiramisù all’arancia

26 marzo 2014

Non buttiamoci giù di Nick Hornby con Tiramisù all’arancia



In occasione dell’uscita al cinema del film tratto da questo libro ho deciso di parlarvi di Non buttiamoci giù che è la storia di quattro sconosciuti che si ritrovano la notte di capodanno sul tetto di un palazzo, tutti con l’intendo di buttarsi di sotto. Ognuno ha le proprie motivazioni.

Martin:
Se posso spiegare perché volevo buttarmi dal tetto di un palazzo? Certo che posso spiegare perché volevo buttarmi dal tetto di un palazzo. Cavolo, non sono mica deficiente…In breve: non avevo abbastanza motivi per fermarmi, e ne avevo in quantità per buttarmi.
Maureen:
Mi ha rovinato la vita, ma era sempre mio figlio e non lo avrei visto mai più..
Jess:
Allora mi sono sentita addosso tutto il peso – il peso della solitudine, di tutto quello che era andato male… Buttarmi sembrava l’unico modo per liberarmene, per far girare la ruota in mio favore invece che contro di me; mi sentivo così pesante che ero sicura che avrei sbattuto contro la strada in un niente.
JJ:
La mia vera vita… non era la vita che stavo vivendo, motivo forse per cui mi è venuta voglia di buttarla via. La vita che vivevo non mi permetteva di essere.. non lo so, di essere quello che pensavo di essere. Mi sembrava di camminare in una galleria sempre più stretta e buia, e che aveva iniziato a riempirsi d’acqua, e io dovevo stare tutto gobbo, e davanti a me c’era un muro di roccia e gli unici attrezzi che avevo erano le unghie. 
Il primo a salire sul cornicione è Martin, un ex conduttore televisivo che si è giocato la brillante carriera e la famiglia (moglie e due figlie) andando a letto con una quindicenne. Mentre è seduto a bersi l’ultimo goccetto prima di saltare arriva Maureen, signora di mezza età, senza marito e senza lavoro, alle prese da vent’anni con un figlio autistico. A questo punto si aggiunge Jess, diciottenne scapestrata che è stata appena mollata dal ragazzo; in fine c’è JJ, un musicista fallito che si è ritrovato a fare consegne di pizze per lavoro. 

Sono quattro persone completamente diverse accomunate solo dalla voglia di farla finita. Ma dopo aver discusso tra loro si ritrovano tutti e quattro al piano terra, passando per le scale si intende, a formulare un patto di complicità, se non di amicizia, che li legherà per molto tempo. Decidono di darsi ancora un paio di mesi per vedere se le cose nelle vite di ognuno possano migliorare. 
Si forma così una sorta di banda, gruppo o gang dove ciascuno a modo loro cerca di aiutarsi e aiutare l’altro, con scarsi risultati. 
Finché un giorno si ritrovano ad assistere ad un vero suicidio, ed è li che le cose cambiano. Si rendono conto di quello che volevano fare e dopo un esame di coscienza capiscono che nessuno aveva davvero intensione di buttarsi dal tetto. Ma i problemi della vita restano e dovranno iniziare a fare i conti con le conseguenze delle azioni del passato, e a trovare dei validi motivi per essere felici. 
Ne leggerete delle belle!! 

Consiglio davvero questo libro che nonostante il tema trattato è a tratti davvero ironico e divertente. Lo scrittore è stato molto abile nel delineare il carattere di ogni protagonista, e si nota subito in quanto il libro è scritto in prima persona da ciascun personaggio. Ed ogni capitolo è scritto come se chi narra parlasse direttamente con il lettore, quindi troverete quattro tipi di scrittura diversi: quella forbita di Martin; quella allucinante di Jess; quella più poetica di JJ e quella semplice di Maureen. 

È davvero interessante come Nick Hornby sia riuscito ad unire quattro persone completamente diverse sia di età, che di classe sociale e di interessi, in un gruppo così unito e solidale. È una storia assurda nelle situazioni ma anche realistica specie sulla vita, e sul senso che ognuno di noi le da.



Ci sono molte verità in questo libro, ma quella che mi è rimasta più impressa è quella di JJ che dice: 
Il problema della mia generazione è che ci sentiamo tutti geni del cazzo. Far qualcosa per noi non è abbastanza, e neanche vendere qualcosa, o insegnare qualcosa o solamente combinare qualcosa: no, noi dobbiamo essere qualcosa. 
Credo che JJ sia il mio preferito tra fantastici quattro! Lui ama la musica con tutto se stesso e non riesce a trovare un posto nel mondo adatto a lui senza di essa. Anche l’assurda Jess mi è restata nel cuore.. l’avrei strozzata spesso e volentieri se solo mi fosse capitata a tiro, e non so come gli altri tre abbiano resistito tanto!

Ognuno di loro in qualche modo è da prendere a schiaffi a volte, ma devo dire che alla fine del libro si sente la loro mancanza. Si ha quasi l’impressione di aver salutato quattro amici un po’ molesti, casinisti e spesso imbarazzanti che se ne sono andati, magari a fare un viaggio e chissà quando li potremo rivedere. Sicuramente la prossima volta che aprirò il libro me li ritroverò tutti la ancora con i loro problemi!! 

Detto questo vi lascio al libro, che consiglio di leggere perché è davvero molto carino, certo non è un super capolavoro ma vi farà passare delle ore molto piacevoli!


La ricetta: Tiramisù all'Arancia.



Be, quale altro dolce si poteva abbinare a Non buttiamoci giù così perfettamente come questo?! 

Ci sono un’infinità di ricette diverse per questo dolce. Quella originale è composta da savoiardi inzuppati con del caffè e ricoperti da una crema di uova e mascarpone, per finire con una spolverata di cacao sulla superfice del dolce. Ma oggi vorrei darvi una versione un po’ diversa. 


Il tiramisù all’arancia. 

Ingredienti 

  • Uova, 5 
  • Mascarpone, 250 g 
  • Panna da montare, 200 ml 
  • Zucchero, 150 g 
  • Savoiardi (o altri biscotti a piacere tipo oro saiwa o pavesini) q.b. 
  • Arance, 4 
  • Cointreau, q.b. 
Iniziamo con dividere il bianco dal tuorlo dell’uovo. Montate l’albume a neve ben ferma e mettetela in una ciotola. 
A questo punto unite i tuorli allo zucchero e montate finché il composto non diventi chiarissimo e molto spumoso, unite quindi il mascarpone e continuate a montare. Quando è tutto ben amalgamato, unite l’impasto ai bianchi dell’uovo montati con un movimento del mestolo dal basso verso l’alto in modo che l’albume non smonti. Unite poi la panna che avrete montato.
Lavate bene le arance, grattate la buccia e tenete da parte il succo. 
Unite le bucce grattate all’impasto di uova, zucchero, panna e mascarpone lasciandone un po’ da parte da mettere sopra al dolce. 
Ora componete il tiramisù prendendo i savoiardi, inzuppati nel succo d’arancia unito al cointreau e disposti in una teglia. Fate gli strati alternando biscotti e crema finché gli ingredienti non saranno finiti. Terminate il dolce con uno strato di crema. Spargete in fine le bucce d’arancia che avete tenuto da parte sopra al tiramisù ed il gioco è fatto!!