Steelheart di Brandon Sanderson con Chicago Cheesecake.




Io so meglio di chiunque altro che non verranno a salvarci. Non esistono Epici buoni. Nessuno di loro ci protegge. Il potere corrompe, e il potere assoluto corrompe assolutamente. 

 Oggi volevo parlarvi di questo romanzo, che è il primo libro della nuova serie The Reckoners di Brandon Sanderson, uno scrittore americano, classe 1975.

 Sanderson ha all'attivo diversi romanzi, come la saga di Mistborn, le cronache della Folgoluce, la Saga degli Elantris e quella del Conciliatore. Inoltre, dopo la morte di Robert Jordan, autore de La ruota del tempo, la moglie dello scrittore,colpita dal modo di scrivere di Sanderson, decise di affidare a lui il compito di terminare la saga, con l'aiuto degli appunti lasciati dal marito.

 Devo ammettere di non aver letto nulla dell'autore a parte Steelheart, anche se rimedierò presto. Ho scoperto Sanderson per caso. Girando su Facebook, sono capitata nella pagina della Fanucci, dalla quale è edito, che pubblicizzava l'uscita di Firefight, il secondo volume della saga, e sono rimasta colpita dalla trama, così sono corsa a procurarmi il primo libro, ed è stato amore a prima vista!

 Il libro inizia spiegando i fatti che hanno portato David a cercare vendetta.
 Sono passati più dieci anni da quando Calamity è comparsa nel cielo. Non si sa bene cos'è: c'è chi dice sia una cometa, chi un pianeta, chi una stella. Quello che è certo è che dopo la sua venuta, alcuni uomini e donne sono cambiati. Hanno acquisito poteri fantastici. Ma con il potere è arrivata anche l'avidità. Questi Epici, così si fanno chiamare, sono malvagi e crudeli. Uccidono e distruggono indisturbati, in quanto sono quasi invincibili.

 In ogni città si stabilisce un Epico, che comanda con il pugno di ferro. E' a Newcago che David assiste all'uccisione del padre per mano proprio di Steelheart, uno degli Epici più potenti, nonché padrone di quella che una volta era Chicago.
 E' dove il giovane vive, e dove, per dieci anni ha meditato vendetta.

 Da quando ha 8 anni David studia gli Epici per cercare i punti deboli di ognuno, in modo da poterli sconfiggere. Nessuno va contro gli Epici, a parte un gruppo di persone, chiamati Eliminatori, che cercano di liberare il mondo dalla presenza di questi malvagi esseri.

 Erano anni che davo la caccia agli Eliminatori. Erano gli unici che ancora combattevano, un gruppo misterioso che pedinava, intrappolava e assassinava Epici potenti. Gli Eliminatori, loro erano gli eroi… Il loro scopo era eliminare qualunque Epico si considerasse al di sopra della legge. E dal momento che questo valeva dire praticamente ogni Epico, avevano parecchio lavoro da fare. 

 Il ragazzo sa che non riuscirà a fare tutto da solo, quindi cerca in tutti i modi di trovare il gruppo degli Eliminatori capeggiati da Prof. Non sarà semplice farsi accettare, ma David con i suoi piani studiati fino ai minimi dettagli e con tutte le informazioni che è riuscito a procurarsi sugli Epici, sarà una grande risorsa per i gruppo di rivoluzionari.

 In oltre David riuscirà a smuovere gli animi degli Eliminatori, convincendoli a colpire più in alto nella gerarchia degli Epici. Solo colpendo Steelheart le cose potranno davvero cambiare.

 “Il lavoro che facciamo” disse Prof “non riguarda la vita. Il nostro lavoro è uccidere. Lasceremo che le persone normali vivano le loro vite, trovino gioia in esse, si godano le albe e le nevicate. Il nostro compito è condurle a questo”. 

 Ma come uccidere un essere che non può essere ferito? E poi, è sicuro che senza di Steelheart al comando, la gente di Newcago starà meglio? In fondo, lui è un mostro che ha reso tutto d'acciaio e che può disintegrare un essere umano muovendo solo un dito, però la vecchia Chicago è una delle città in cui si sta meglio da quando è arrivata Calamity.

 “Il nostro lavoro è tagliar via la carne infetta. Solo allora il corpo inizierà a guarire… ma prima farà parecchio male.” 

 “Cosa fare” e “come fare” sono le domande che si pone David.

 Questo romanzo mi ha stregata e intrigata fin dall'inizio. E' un concentrato di azione e suspense. L'ho adorato.

 Il protagonista, David, ti entra subito dentro. Un nerd che odia essere definito tale, che cerca di fare colpo su Megan, una degli Eliminatori, usando metafore sempre sbagliate e incomprensibili! E' davvero divertente ed ironico.
 Ma non c'è solo lui. Tutti i personaggi, a modo loro, sono fantastici. A partire da Prof, uno straordinario scienziato creatore di aggeggi fantastici; Tia, che ha sempre una lattina di Cola con se. O Abraham, il gigante buono. Per non parlare di Cody, lo scozzese-irlandese-americano-australiano, sempre pronto a fare battute. Poi c'è Megan, bellissima e tostissima, che fa venire qualche dubbio a David sullo scopo della sua vita.

 Bellissimo anche il mondo che Sanderson è riuscito a creare. Un mondo alternativo, dove chi ha i poteri non sono degli eroi, ma i cattivi e la gente normale combatte per sopravvivere.

 Le mie divinità erano normali esseri umani che bisticciavano, ridevano, si infastidivano a vicenda e – nel caso di Abraham – russavano quando dormivano. E forte. 

 Scordatevi il detto “da grandi poteri derivano grandi responsabilità” e immergetevi in queste pagine piene di suspense, divertimento ed eroismo. Sta-super-mega consigliato!








 La ricetta: Chicago Cheesecake.

 Sono andata a cercare delle informazioni su Chicago, in modo da trovare il giusto dolce da abbinare al libro ed ho scoperto che la città è famosissima non solo per gli hot dog e la deep dish pizza, ma anche per il cheesecake. Contrariamente a quello che si crede infatti (cioè che sia nato a New York) il cheesecake è stato creato proprio a Chicago da Eli's.

 Questo è il loro sito → http://www.elicheesecake.com/

 La differenza tra i due cheesecake è la consistenza. Quello di NY è più croccante, mentre quello di Chicago resta più morbido e cremoso. Il cheesecake Newyorkese infatti ha come base dei biscotti sbriciolati mescolati con del burro sciolto che rendono il dolce friabile, mentre il cheesecake che vediamo ora, alla base ha una sorta di pasta frolla.

Vediamo come farla! 


 Ingredienti
 Per la base:

  • burro, 85 g 
  • zucchero a velo, 30 g 
  • farina, 100 g 
  • sale, un pizzico 
  • estratto di vaniglia, 1 cucchiaino  
Per la crema:

  • formaggio spalmabile tipo Philadelphia, 700 g 
  • zucchero, 180 g 
  • uova, 2 intere + 1 tuorlo 
  • amido di mais, 1 cucchiaio 
  • sale, un pizzico 
  • panna, 120 g 
  • estratto di vaniglia 1 cucchiaino 
Tre cose:
1. Tutti gli ingredienti devono essere usati a temperatura ambiente, quindi toglieteli dal frigo un po prima di preparare il dolce.
2. Nella ricetta originale usano la panna acida. Non è semplice trovarla, però se riuscire a reperirla è meglio, altrimenti va bene quella fresca che si trova nel banco frigo dei supermercati.
3. Io ho usato un testo a cerniera del diametro di 28 cm. Naturalmente voi potete usare un testo più piccolo, il dolce così verrà più alto.


 Per fare la base, sbattete il burro con lo zucchero fino a creare un composto cremoso. Aggiungete poi l'estratto di vaniglia, la farina e il sale e mescolate fino ad amalgamare il tutto.
 Aiutandovi con le mani formate una pallina, stendetela con il mattarello e ricoprite il fondo della tortiera. Preriscaldate il forno a 180°, togliete la base dal frigo, bucatela con la forchetta ed infornatela per 10 minuti, o comunque fino a quando la base non risulterà dorata.
Togliete dal forno e lasciatela da parte.

 Ora preparate la crema. Mettete il formaggio in una pirofila e ammorbiditelo con l'aiuto della frusta o con lo sbattitore elettrico. Aggiungete lo zucchero, l'amido ed il sale. Unite poi le uova una alla volta e il tuorlo. Poi la panna acida e l'estratto di vaniglia. Amalgamate bene.

 Riprendete la tortiera con la base di biscotto, ungete i bordi di burro, o ricopritela di carta da forno, poi versate il composto al formaggio sopra la base.
 Infornate la torta per circa 50/60 minuti a 180°. La torta sarà cotta quando al tatto sarà più compatta e la superficie sarà dorata.

 Una volta cotta, lasciatela raffreddare a temperatura ambiente, dopo di che mettetela in frigorifero per almeno un paio d'ore. Per servirla toglietela dal frigorifero mezz'ora prima di portarla in tavola. Buon appetito!!!

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