I cieli di Sandra Newman con waffle




Così Ben se la portò via come un trofeo che aveva vinto sconfiggendo i tre uomini o - guardandola da un altro punto di vista - la seguì obbediente perle scale, asservito in modo permanente e assoluto.

 Il libro di cui vi parlo oggi è I cieli di Sandra Newman, che ho potuto leggere e apprezzare grazie a Ponte delle Grazie.
 Devo dire che la prima cosa che mi ha colpito è stata la copertina, e come spesso accade, questo oltre alla trama intrigante, ha accresciuto in me la voglia di leggere il libro.

 Devo ammettere che non è semplice parlare di questo romanzo, in quanto è un mix di generi che spaziano tra il fantasy, lo storico e il romance. Il tutto farcito da un lessico un po particolare.
Farò comunque del mio meglio!



 Kate crede nei sogni, è convinta di avere un altra vita da un'altra parte, in un epoca diversa. Un mondo dove lei è Emilia, una ragazza che suona il flauto per la Sovrana della Luna affetta da mal di denti, o che cavalca cavalli dalla nera criniera per andare a vedere degli attori, coperta da una maschera di velluto.

 È certa che l'amore che prova nei panni di Kate, e i sentimenti ad esso legati, come tristezza, felicità o compassione, rendano il sogno più vivido e reale.

 Ed Emilia ha una missione, un messaggio da consegnare, qualcosa di urgente da fare, ma purtroppo non riesce a svegliarsi.
È Kate quella che si sveglia, nella New York del 2000, costretta a cercare lavoro e trovare la sua strada.
Lei credeva. E nella notte reale  di New York, camminava lungo il fiume e guardava la luna. Nessuna Cynthia danzava nell'aria gelida di Nonesuch Palace, nessuna regina d'argento i cui ragni fluttuassero nell'atmosfera lunare, nessuna ragazza che sedeva su un pavimento disseminato di paglia e fiori di campo, in una cascata di gonne ricamate, mentre suonava un flauto d'avorio.

 Nel frattempo, nonostante la sua vita sia un mezzo disastro, incontra Ben.
 Ben è un ragazzo semplice, laureando e con un lavoro noioso che però gli permette di passare il tempo con Kate.
 La ragazza lo ha stregato e irretito.

La andava a prendere da Sabine e passeggiavano per New York, costruendosi una geografia personale di stazioni della metro in cui si erano baciati e bar dove avevano fatto discorsi fondamentali, nel corso dei giorni di fine estate che delicatamente viravano al freddo, diventavano seri, diventavano i primi luminosi giorni d'autunno.Ovunque, erano la coppia innamorata. Erano stelle, protetti, invulnerabili..

 Le cose vanno alla grande, i due sono innamorati e Ben viene accettato nella cerchia degli amici strani di Kate. Ma il destino è volubile, e Ben avverte le prime avvisaglie del cambiamento.
 È non solo, Emilia si sveglia. In una casa dai soffitti bassi, con i pavimenti ricoperti di paglia secca. Incinta.

 È l'anno 1593 e a Londra si vive nel terrore per via della peste. Ma cos'è che doveva fare Emilia? I ricordi di Kate si accavallano con i suoi, facendole sfuggire quel pensiero così importante. È quando finalmente capisce, ecco che ritorna di nuovo Kate.

 Ben sa che la ragazza non è come tutti gli altri, ma "credere" è difficile, e lui è sempre più preoccupato della salute mentale di Kate.


 Il libro è un insieme di personaggi e situazioni strane, descritti in modo altrettanto peculiare. Non so se questo stile di scrittura sia dovuto alla traduzione o se è proprio voluto dalla scrittrice, fatto sta che l'insieme è particolare e piacevole.

 Non voglio svelarvi troppo quindi non dirò altro, solo che dovete prepararvi a vivere un'avventura tra passato e (tra tanti) presente, tra la veglia e il sogno, dove una ragazza lotta per salvare il modo, non abbastanza consapevole, forse, delle conseguenze delle sue azioni.







Ponte delle Grazie

Pagine: 205
€ 16.80



La ricetta: WAFFLE

Scegliere la ricetta per questo libro è stato estremamente semplice, dato che nelle prime pagine si parlava appunto di "cialde", ed io ho preso la palla al balzo.
La trovò in cucina con un gruppetto di persone che avevano scoperto una piastra per cialde e cercavano di ricordare come si facesse la pastella, rovistando nelle credenze e nominando gli ingredienti.
 Ci sono innumerevoli ricette per fare i waffle, ed io ne ho provate diverse. Quella che mi ha dato più soddisfazione è quella che vi scriverò. L'impasto è equilibrato, non troppo dolce e non troppo burroso.
 L'importante è che abbiate la piastra apposita per cuocerli, perché la caratteristica principale dei waffle è la loro forma a nido d'ape, data appunto dalle piastre.

Gli ingredienti:


  • Uova, 2
  • Zucchero semolato, 60 g
  • Burro, 70 g
  • Farina 00, 250 g
  • Latte, 300 ml
  • Sale, un pizzico
  • Vaniglia, un cucchiaino
  • Lievito in polvere, una bustina




 Sciogliete il burro. 
 Dividete gli albumi dai tuorli. Montate i bianchi a neve con il sale e sbattete i rossi con lo zucchero. 
Aggiungete ai tuorli la farina setacciata, il burro ormai tiepido, la vaniglia, il latte e il lievito.   Mescolate bene.
 Amalgamate ora all'impasto gli albumi, mescolando dal basso verso l'alto.




Et voilà, l'impasto è pronto per essere cotto.
 Per farlo come ho detto,vi serviranno le piastre adatte. 
 Se ne trovano di molti tipi in tutti i negozi di cucina ormai, e anche su internet avete l'imbarazzo della scelta.

 Si cuociono in pochi minuti, e sono buonissimi mangiati caldi con dello sciroppo d'acero.



 Ma potete aromatizzarli a vostro piacere aggiungendo cannella o zenzero, unendo pezzi di frutta all'interno dell'impasto, o facendoli al cioccolato sostituendo qualche cucchiaio di farina con del cacao in polvere.

 In oltre potete sbizzarrirvi anche sulla farcitura dopo cotti. Ottimi con marmellate e nutella, ma anche semplici, spolverizzati di zucchero a velo.

 Io li ho fatti anche salati, poi farciti con stracchino e speck. Più avanti, metterò la ricetta nel blog.

Pace ✌

Commenti